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virginia-raggi-in-bicicletta-#coraggio era l’hashtag della campagna elettorale di Virginia Raggi, e di coraggio e risolutezza ne dovrà avere tanti la giovane avvocatessa, primo cittadino della Capitale.
Quella di Virginia ha il volto di una vittoria della realtà sugli slogan, delle persone sui supereroi, dei fatti sulle false promesse e su tutte quelle narrazioni alle quali non crediamo più, troppo utopistiche e in fondo poco utili.

L’Italia chiede atti e valori magari anche piccoli e “scontati” quali l’onestà, l’analisi oggettiva dei problemi, soluzioni plausibili e attuabili. In una parola raziocinio.
E a chi chiedere pragmatismo se non a una donna, giovane mamma e avvocatessa? Basta guardarla in faccia Virginia per capire che non ama i fronzoli, che i suoi occhi scuri saettano sincerità e voglia di fare.

Anche Stefano Giachetti aveva provato a “vendersi” come uno vero, lo spot che lanciava la sua campagna elettorale su web era un po’ volto a questo: parlata romana, modi di fare “low profile” e un accenno al suo stare con la gente h 24. Ma non è stato abbastanza credibile, probabilmente ha anche pagato il prezzo di essere un prodotto della vecchia politica.

Certo, il rischio che ancora una volta stiamo proiettando il bisogno di onestà e trasparenza in un’altra storia inventata a uso e consumo dei mass media c’è, ma non ci vorrà molto a capirlo: basterà vedere i primi passi del sindaco Raggi, il suo programma è semplice e chiaro.

Primo punto i trasporti: l’obiettivo è di aumentare e rendere più efficienti le corse, si descrive anche con quali risorse si intende attuarlo, tra di esse i ricavi provenienti da banalissimi controlli sul rispetto degli obblighi tariffari degli utenti, usufruendo di personale ATAC sottoutilizzato.

Staremo a vedere, ma si tratta di obiettivi e misure tanto piccoli quanto rivoluzionari, che impatteranno sulla cultura del romano medio, ormai improntata al laissez faire, come reazione al malcostume inveterato che governa la città, come meccanismo di sopravvivenza. Di certo la nuova inquilina del Campidoglio piace alla stampa internazionale (finalmente!): perfino Le monde sottolinea quanto l’inesperienza dei grillini giochi a loro favore, nel garantire onestà o quantomeno una fedina penale pulita, ma soprattutto rimarca quanto la Raggi cerchi di essere un primus inter pares, ovvero cerchi la collaborazione dei romani, che dovranno aiutarla a trovare vie per tutelarli.
Il suo spot elettorale in effetti abbondava di riferimenti in tal senso: si appellava a quanti si alzano alle 5 del mattino, per non correre il rischio di non trovare autobus per recarsi al lavoro, alle mamme che si fanno in quattro per trovare asili nido pubblici per i loro bambini e via dicendo.

Insomma, la promessa è di rispolverare il valore della Città eterna grazie ai suoi cittadini, speriamo non sia solo marketing.

Speriamo si possa finalmente fare di Roma una città europea.

Anche apparso su: https://mauroleonardi.it/2016/06/21/le-lettere-di-gavina-masala-co-raggi-o/