Colombia, Kerry in campo per la pace tra FARC e Bogotà

kerry-1Il Segretario di Stato americano John Kerry incontrerà oggi alle 15:00 ora di Cuba, le 20:00 in Italia, le delegazioni del governo della Colombia e delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) all’Avana, durante lo storico viaggio del Presidente Obama a Cuba. Sarà l’incontro più importante che vertici di Washington abbiano mai avuto con l’esercito rivoluzionario: l’obiettivo è di accelerare il processo di pace in Colombia, che da più di cinquant’anni è sconvolta da una guerriglia interna.

Secondo quanto dichiara l’Alto Commissario per la pace della Colombia, Kerry si confronterà per circa un’ora con i rappresentanti di Bogota sui progressi dei negoziati che si tengono all’Avana, un’ora più tardi il Segretario di Stato Usa vedrà i rappresentanti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia per lo stesso lasso di tempo; a confermare l’incontro Pastor Alpe, uno dei negoziatori delle FARC. I ribelli avranno un meeting anche con Bernard Aronson, l’inviato speciale degli Stati Uniti per la pace.

Il governo di Bogota, alleato degli USA, e i militanti marxisti stanno tentando di raggiungere un accordo che sarà sottoposto al voto dei cittadini per approvazione, con una missione ONU che supervisionerà il disarmo dei ribelli.

Il Presidente Juan Manuel Santos e il leader Farc Rodrigo “Timochenko” Londono si sono imposti la deadline del 23 marzo per raggiungere un’intesa, ma hanno dichiarato di essere consapevoli della difficoltà dei negoziati. Washington ha infatti designato le FARC come terroristi internazionali nel 1997, e molti dei suoi leader sono accusati di traffico internazionale di stupefacenti.

Anche apparso su: http://www.interris.it/2016/03/21/89167/cronache/mondo/colombia-kerry-in-campo-per-la-pace-tra-farc-e-bogota.html

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A Zanzibar Cristiani e Musulmani insieme per la pace

Cristiani-e-musulmaniL’esito delle elezioni del prossimo marzo, sarà importante per la convivenza tra musulmani e la minoranza di cristiani presenti a Zanzibar, nell’arcipelago della Tanzania. E’ monsignor Augustine Shao, vescovo di Zanzibar, a sollevare la questione della delicata tornata elettorale per eleggere le autorità locali e i rappresentanti al parlamento nazionale. Il voto precedente, il 25 ottobre, era stato annullato dopo le proteste dell’opposizione, facendo temere disordini.

Il problema principale che intravede monsignor Shao è il pericolo che un cambiamento di guardia possa turbare la convivenza tra musulmani e cristiani, già nel 2013 infatti alcuni attacchi a chiese e a religiosi hanno creato timore nella piccola comunità cristiana. “Abbiamo sempre lavorato insieme ai nostri fratelli musulmani” e aggiunge che quando le elezioni sono state annullate al primo turno, cristiani e musulmani insieme hanno lanciato un appello alle autorità locali, affinché si impegnassero ad evitare conflitti, finora si è riusciti nell’intento.

La condivisione del potere tra il Chama cha Mapinduzi, al governo nella parte continentale della Tanzania, e il Civic United Front, importante nell’arcipelago ha permesso di mantenere bassa la tensione “ma se si interromperà le prospettive potrebbero essere più pessimistiche” rivela monsignor Shao. E’ dunque necessario che i due partiti giungano ad un accordo affinché la pacifica convivenza tra musulmani e cristiani prosegua.

Anche apparso su: http://www.interris.it/2016/02/11/85525/cronache/religioni/zanzibar-cristiani-e-musulmani-lavorano-insieme-per-la-pace.html