Nuovi muri, vecchi principi?

AustriaDomani la Commissione Europea presenterà la proposta legislativa per la revisione della Convenzione di Dublino, che sancisce la responsabilità dello Stato accogliente un migrante di esaminare la relativa domanda di asilo. Ciò ha causato un aggravio logistico e burocratico nei Paesi che affacciano sul Mar Mediterraneo, che troppo bene conosciamo, legittimando gli Stati del Nord Europa ad un certo “laissez faire”.

Non è ancora certo invece che si inizierà il processo di valutazione per l’attivazione dell’articolo 26 del Trattato di Schengen, che autorizza le parti contraenti a ripristinare i controlli “per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale”.

Sono sei i paesi che hanno attualmente in corso i controlli alle frontiere interne: Danimarca, Francia (in seguito agli attacchi terroristici), Germania, Austria, Norvegia e Svezia interessati ad ottenere proroghe a tale prassi, attivando l’articolo 26 su menzionato.

L’innalzamento di muri costituisce un ulteriore attentato all’ideantità europea – comune – che ha in Schengen il suo DNA. Ma non parliamo solo di frontiere, muri, confini che dir si voglia, quanto di un valore preciso: la solidarietà. E’ possibile applicarla tra Stati, ci chiediamo, o rimane una sorta di imperativo morale che può valere solo nella vita privata, e neppure di questo siamo troppo sicuri?

A risponderci è Rousseau, che nell’Età dei lumi, credeva nella possibilità di una religione civile, da non confondere con la religione spirituale, i cui dogmi fossero pochi, semplici e accessibili alla ragione umana; tra questi il filosofo annoverava l’esistenza di una divinità saggia che premia i giusti e punisce i colpevoli in una vita futura. Essa doveva essere il fondamento delle leggi, da improntarsi a rispetto e tolleranza reciproca. Ecco, nessuna speculazione teologica intorno a Dio, ma razionalità e buon senso.

Vecchi principi? Forse no, anche Joseph Ratzinger in Senza radici afferma che il cattolico non può imporre i propri valori tramite le leggi, ma deve reclamare “ciò che appartiene alle basi dell’umanità, che sia accessibile alla ragione e necessario per costruire un buon ordinamento giuridico”.

Non si tratta a ben vedere di scomodare un dio o una morale specifici, ma di guardare vicino, capire cosa si possa fare di razionale, e proprio la lucidita nel leggere i contesti, ci porterebbe a soluzioni morali. Ma forse siamo diventati troppo frettolosi e paurosi per capire. L’erosione del pensiero e la necessità della velocità hanno portato a quella che Bauman definsce “società liquida”: la civiltà economica ci ha insegnato infatti che gli altri sono una minaccia, che se li togliamo di mezzo, abbiamo più risorse per noi. E’ chiaro che un’ideologia di questo genere, pret a porter, semplice e vantaggiosa ci tenta e si impadronisce facilmenteanche degli Stati, che poi sono fatti da uomini.

Da qui a mio avviso le difficoltà nel risolvere le crisi internazionali in maniera diplomatica, favorendo misure straordinarie e drastiche, forse momentaneamente risolutive ma cariche di sbagli, che inficiano il nostro modo di pensare e di agire.

L’antidoto? Tanti, ma investire più tempo nella cultura, nel pensiero, nelle relazioni è uno di questi. Certo, è molto inerente alla morale cristiana ma non esclusivamente e il tentativo di ricostruire un uomo maggiormente degno di tale nome, vale bene la fatica di provarci.

Vecchi principi?

Anche apparso su: https://mauroleonardi.it/2016/05/03/le-lettere-di-gavina-masala-nuovi-muri-vecchi-principi/

Mantova capitale della cultura, per il 2016 mille eventi ed itinerari

MANTOVAMantova si presenta alla Bit, la Borsa internazionale del turismo di Milano, come capitale della cultura 2016.

Quest’anno sarà dunque una vetrina internazionale per la città: sono stati presentati i primi itinerari tematici pensati per un pubblico differenziato: “Sono 5 percorsi strutturati – dice l’assessore al welfare del Comune di Mantova, Andrea Caprini – uno concentrato sull’Unesco, un altro sulla città d’arte, uno sui dintorni di Mantova, uno sul patrimonio enogastronomico, e uno particolare in mezzo alla natura”.

Si è anche firmato a Matera un protocollo di collaborazione interistituzionale tra Lombardia e Basilicata per la cooperazione di Mantova capitale 2016 e Matera capitale europea 2019. Le due città saranno gemellate da iniziative comuni, per valorizzare i rispettivi programmi e patrimoni.

Importante sarà anche il risvolto economico: da quando Mantova è stata insignita del titolo, infatti, le presenze dei turisti sono incrementate del 40 per cento nel mese di dicembre. “Il 2016 per la Lombardia è l’anno del turismo, ecco perchè è importante questa sinergia con Matera e con la Basilicata”- così è intervenuto il presidente della Regione Lombardia.

Tra le varie iniziative, è stata pensata una card che garantirà l’accesso a musei, l’utilizzo di mezzi pubblici e di strutture di accoglienza, e un’app attraverso cui sperimentare un’interazione tra mondo fisico e digitale.

Anche apparso su: http://www.interris.it/2016/02/12/85737/cronache/cultura/mantova-capitale-della-cultura-per-il-2016-mille-eventi-ed-itinerari.html

“Imparare a vedere l’invisibile”: alla Gregoriana sei incontri su arte e misericordia

gregoriana“Imparare a vedere l’invisibile”, questo il filo rosso degli incontri sul tema arte e misericordia che partiranno il 29 febbraio alla Pontificia Università Gregoriana, tenutidai docenti del Dipartimento di Beni culturali dell’ateneo.

Il Santo Padre ha indetto il Giubileo pronunciando queste parole: “Siamo chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre”, questo il ponte che lega il ciclo di incontri programmati alla Gregoriana con l’intenzione del Papa, che sembra volerci richiamare alla tangibilità della misericordia di Dio, e alla necessità di essere allenati per riconoscerla e per diventarne segno.

Gli incontri saranno un percorso compiuto attraverso le epoche più rilevanti ed un vero pellegrinaggio, come sottolineano i promotori,  attraverso i segni della bellezza: dall’icona del Buon Pastore il 29 febbraio, all’architettura medioevale il 7 marzo, dal trionfo pittorico di Rinascimento e Barocco il 14 marzo, ai tormenti del Romanticismo il 4 aprile, passando per le modulazioni del canore del “Miserere” previsto l’11 aprile, e dai gesti che scandiscono i tempi della misericordia: lo sguardo, il cammino, l’abbraccio il 18 aprile.

“L’arte è una palestra – spiega l’ideatrice del percorso Barbara Aniello– un esercizio per acuire i sensi che, se sintonizzati verso la radice della nostra speranza, possono offrire ottimi frutti nel cammino spirituale di ogni cristiano. L’arte cristiana riesce a tradurre ossimori come vedere l’invisibile, dire l’ineffabile, percepire l’inudibile, orientando tutto il nostro essere verso il senso recondito e profondo delle cose”.

Anche apparso su: http://www.interris.it/2016/02/11/85332/cronache/cultura/85332.html

Veneto, dove la cultura vale meno di un caffé

La-fenice“Fatti non foste a viver come bruti”, ammoniva Dante, ma la cultura è destinata a restare in un cantuccio, proprio nel Paese che vanta il record dei siti Unesco e un numero inestimabile di musei e siti archeologici.

E’ una delle Regioni eccellenti, il Veneto, a fare le spese di tagli smisurati al bilancio di previsione che  verrà discusso in questi giorni in Consiglio regionale, la Giunta decide di far segnare il minimo storico in termini di finanziamenti. Solo lo 0.04 per cento delle risorse complessive  è quanto si è deciso di destinare. Meno di un euro per abitante, meno di un caffè.

Indizi di un patrimonio che non riusciamo a gestire e che paga il pegno di anni di sperperi: così la regione della Biennale, di Romeo e Giulietta, della Fenice si vede cancellati importanti capitoli di spesa, ciò che costringerà a limitare al minimo i progetti per il prossimo anno.

“Fino a due anni fa potevamo contare su 1,150 milioni a testa – sostiene il sovrintendente della Fenice Cristiano Chiarot – ora le cose sono cambiate”. Meno risorse significa meno spettacoli e minore qualità”. Non ci siamo ancora scrollati di dosso l’idea che “con la cultura non si mangia”, come ebbe a dire Giulio Tremonti, speriamo che in futuro potremo prendere spunto da Paesi quali la Francia, in cui è lo Stato a provvedere in parte al sostentamento delle risorse culturali, dei progetti e degli artisti.

Anche apparso su: http://www.interris.it/2016/02/12/85502/cronache/cultura/veneto-dove-la-cultura-vale-meno-di-un-caffe.html