Prospettiva a 5 stelle?

Schermata-2018-03-15-alle-10.41.55-1024x450.pngDati i risultati dell’ultima tornata elettorale, mi sono soffermata ad analizzare se questi siano dovuti al programma del MoVimento 5 stelle, scaricabile dal sito, o se invece siano espressione di altre istanze.

Vediamo alcuni capitoli essenziali delle promesse grilline come spunto di riflessione: per quanto riguarda il tema economia, riporto fedelmente quanto scritto: «misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa sul modello francese», «ripristino dei fondi tagliati alla sanità e alla scuola pubblica con tagli alle Grandi Opere inutili come la Tav». Il  programma poi si sofferma sui capitoli del risparmio energetico e delle energie rinnovabili e chiede l’applicazione di norme già in essere, ma disattese; risulta un po’ impreciso per la verità. Passiamo al tema dei temi: il mercato del lavoro; troviamo al riguardo la proposta di abolizione della legge Biagi e quella di un «sussidio di disoccupazione garantito». Si continua con l’intento di abolire i «monopoli di fatto, e col mettere in opera «disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (per esempio distributori di acqua in bottiglia)».

Dopo questi brevi cenni, il programma è molto più lungo per la verità, possiamo dire che esso si presta ad essere letto in molteplici modi, uno di questi è in chiave estrema: sembra infatti mirare ad abolire ingiustizie sia economiche che di principio e a tagliare con le politiche del passato; seppure tutto sia privo di argomentazioni articolate, questo si può tranquillamente evincere.

In effetti però l’unico dato di fatto è che il MoVimento ha grosse e inaspettate possibilità davanti a sé, da non sperperare: come Micromega sottolinea da tempo, in Europa ormai risultano credibili ed apprezzate solo due tipologie di politiche prive di vie intermedie. Una di queste va in favore dell’uguaglianza economica e sociale di cittadini stanchi di sperequazioni sempre più evidenti, l’altra in direzione dell’individuazione di capri espiatori, quali i migranti ad esempio. Posto che chi scrive non ritiene nè l’una nè l’altra vie buone, mi sembra un’analisi realistica e credo che Grillo & co. stiano cavalcando la prima opzione.

Ciò potrebbe avvenire anche in maniera positiva: Di Maio e gli altri potrebbero ora tranquillamente scegliere di occupare la scena da veri innovatori, proponendo a Mattarella nomi eccellenti non appartenenti all’establishment, tagliando così de facto con le vecchie logiche, andando verso quell’estremismo che i tempi richiedono e verso cui il loro programma sembra muovere, interpretandolo in maniera finalmente costruttiva. Tuttavia i nomi presentati dal MoVimento prima delle elezioni sembrano andare verso una direttrice di sostanziale mediocrità e il candidato premier sembra farsi consigliare da figure di basso calibro. La speranza però rimane: i pentastellati hanno l’occasione di incarnare un radicalismo anche buono e di associarsi a personalità sì radicali come il loro DNA richiede, ma valide e “pulite”. Servirebbero però coraggio, competenza e soprattutto umiltà. Per sgomberare il campo: chi scrive non crede in una linea estremista, tuttavia se di tinte forti la politica odierna ha bisogno, facciamo almeno che siano i colori di una tela di Kandinsky, non di un dilettante e del buono – speriamo – arriverà.

Anche apparso su https://mauroleonardi.it/2018/03/17/le-lettere-gavina-masala-prospettiva-5-stelle/

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